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Muscolo piccolo psoas (psoas minor)

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Abstract

Il piccolo psoas non è costante nell’essere umano: le casistiche riportano una presenza intorno al 56% dei soggetti, con differenze fra le popolazioni studiate. Quando presente, varia considerevolmente per sede di origine e di inserzione.

Questo muscolo non è costante nell’essere umano. In una casistica di 182 soggetti era presente bilateralmente in 70, solo a destra in 12, solo a sinistra in 8, e assente da entrambi i lati in 92. Varie fonti riportano una presenza in circa il 56% dei corpi. In uno studio su 2627 cadaveri l’agenesia bilaterale ricorreva nel 54,5% dei casi. Il muscolo risultava assente nel 49,9% di 722 emicorpi in soggetti asiatici, nel 57% di 4507 emicorpi in soggetti bianchi e nel 66,6% di 674 emicorpi in soggetti neri.

Mori riscontrò l’assenza del muscolo nel 53,4% di 958 emicorpi in soggetti giapponesi e cita la sintesi di Loth (1931) relativa ad altri gruppi di popolazione:

  • Russi (Gruber) — assente nel 48%.
  • Alsaziani (Schwalbe) — assente nel 57%.
  • Inglesi (Thomson) — assente nel 59%.
  • Scozzesi (Thomson) — assente nel 63%.
  • Irlandesi (Thomson) — assente nel 66%.
  • Soggetti neri (Loth, Ecstein, Streblow) — assente nel 52,4%.
  • Cinesi (Nakano) — assente nel 51,9%.

I dati riportati da Loth furono raccolti in un’epoca in cui la maggior parte dei soggetti dissezionati, all’interno di ciascun gruppo, era in generale geograficamente isolata dagli altri, con scarso rimescolamento del patrimonio genetico. Nonostante ciò, i valori risultano notevolmente simili fra loro.

Quando presente, il muscolo varia considerevolmente per sede di origine. Può essere collegato soltanto alla prima vertebra lombare, oppure alla seconda lombare e al disco intervertebrale sovrastante; è stato osservato originare da due capi separati fra loro, o risultare diviso per tutta la sua lunghezza. All’inserzione può terminare sulla fascia iliaca, sul legamento inguinale, sul collo del femore, oppure sul piccolo trocantere insieme al grande psoas. Il tendine di inserzione può biforcarsi, con una parte che termina nella sede consueta e una seconda che si fissa alla sincondrosi fra la quinta vertebra lombare e il sacro.

Secondo Macalister sono state descritte le seguenti variazioni del piccolo psoas:

  1. Il muscolo può essere doppio, con la seconda porzione situata in profondità rispetto alla prima. Il reperto è stato descritto da Winslow (1766), Kelch, Cruveilhier e Macalister. Theile osservò una suddivisione o scissione del tendine, con una parte diretta alla quinta vertebra lombare e alla prima sacrale e la seconda alla linea ileopettinea; lo stesso reperto è stato osservato da Macalister
  2. Blandin osservò questo muscolo sostituito da un tendine
  3. Macalister ne ha osservato l’inserzione perdersi nella fascia pelvica, oppure portarsi direttamente alla fascia iliaca, tramite la quale si fissava all’arcata crurale
  4. Questo muscolo è molto spesso assente ed è uno dei cinque che, fra tutti i muscoli, mancano più frequentemente (piramidale, psoas parvus, peroniero terzo, palmare lungo e plantare). In sua assenza Macalister ha osservato prenderne il posto un’espansione dal margine interno del grande psoas
  5. John Bell (1793) riferisce che il muscolo manca più spesso nei maschi che nelle femmine
  6. Moser lo osservò presente a sinistra e assente a destra. Macalister afferma di non aver trovato alcuna regola per la sua presenza o assenza e non ritiene che il sesso vi abbia parte alcuna. Osserva inoltre che il muscolo è particolarmente sviluppato negli animali saltatori, come il canguro, il gerboa e i macroscelidi

Sinonimo: psoas parvus.

Immagine del muscolo piccolo psoas

Piccolo psoas, 1.

from Wagstaffe and Reid, 1875 — Anatomy Atlases. Immagine ospitata dal sito d’origine. Apri la pagina originale.

Riferimenti dell’opera originale

Elenco riportato come compare nella fonte, senza normalizzazione dei formati bibliografici. Le voci non sono tradotte: un riferimento bibliografico si cita nella lingua in cui è pubblicato.

  • (1861) D'anomalie musculaire de la cuisse. Bulletins et Mem. de la Société Anatomique de Paris XXVI(2):42.
  • Anson, B.J.,Ed. (1966) Morris' Human Anatomy,12th ed., The Blakiston Division, McGraw-Hill Book Company. New York.
  • Henle, J. (1871) Handbuch der Muskellehre des Menschen, in Handbuch der systematischen Anatomie des Menschen. Verlag von Friedrich Vieweg und Sohn, Braunschweig.
  • LeDouble, A.F. (1897) Traité des Variations du Système Musculaire de l'Homme et Leur Signification au Point de Vue de l'Anthropologie Zoologique. Libraire C. Reinwald, Schleicher Freres, Paris.
  • Macalister, A. (1875) Observations on muscular anomalies in the human anatomy. Third series with a catalogue on the principal muscular variations hitherto published. Trans. Roy. Irish Acad. Sci. 25:1-130.
  • Mori, M. (1964) Statistics on the Musculature of the Japanese. Okajimas' Fol. Anat. Jap. 40:195-300.
  • Seib, G.A. (1934) Incidence of the m. psoas minor in man. Am. J. Phys. Anthropol. 19:229-246.

Classificazione anatomica

Provenienza del contenuto

Traduzione

Traduzione italiana di «Psoas Minor — Illustrated Encyclopedia of Human Anatomic Variation: Opus I: Muscular System» di Ronald A. Bergman, Adel K. Afifi, Ryosuke Miyauchi. Fonte: https://www.anatomyatlases.org/AnatomicVariants/MuscularSystem/Text/P/40Psoas.shtml Opera originale distribuita con licenza CC BY-NC-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/deed.it). Traduzione a cura di Redazione AIVA. Modifiche rispetto all’originale: Traduzione italiana del testo originale inglese, che resta consultabile nella versione inglese di questa pagina. Il contenuto è stato riorganizzato nel formato scheda del portale (sintesi, testo, riferimenti) senza modificarne le affermazioni. Le figure non sono state copiate: sono collegate alla pagina d’origine. Questa pubblicazione non è approvata né avallata dagli autori dell’opera originale.

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